"Per la prima venne scelto il teatro di Montegrino, un casone con
la facciata sulla strada e la parte di fondo incassata nella montagna,
che era stato nel '700 il teatrino della famiglia dei conti di Biandrà
di Reaglie, ma che dovette subire un gran numero di incendi e di crolli
prima di venir riedificato nella forma a scatola che ancora presenta a
chi si accorge, leggendo una scritta cancellata dalle intemperie, che si
tratta di un teatro e non di una stalla o di una caciara".
"All'inizio del terzo atto e quando già si delineava il successo,
preannunciato dagli applausi a scena aperta tributati al conte Ramiro,
un gran vento che si era sollevato dal lago spinse l'epicentro del
temporale sopra il paese di Montegrino. Nuove nubi gravide d'acqua si
attaccarono ai versanti boscosi, li risalirono rotolando su se
stesse e si adagiarono pesantemente sopra i tetti delle case [...] Quasi
fossero state punte e lacerate dalla cuspide del campanile di San Rocco
e da quella persa tra i boschi del campanile di S. Martino, le nubi
cominciarono a versare acqua e grandine a valanga sopra il paese e sui
versanti dei due colli in mezzo ai quali si adagiano le case".