La
tramvia Luino-Varese nacque agli inizi del XX secolo per collegare Luino
a Varese, allora semplice capoluogo del circondario omonimo. Nella
realtà, essa finì con l'integrarsi in un complesso sistema di
comunicazioni. A Luino passava già, dal 1882, la linea ferroviaria
Novara-Pino; dalla cittadina lacustre si dipartiva la linea tramviaria
Luino-Ponte Tresa. Non bisogna poi dimenticare che dalla stazione di
Molino d'Anna, frazione di Bosco Valtravaglia (in seguito di Montegrino
Valtravaglia), aveva inizio un altro collegamento, sempre affidato al
tram, per Cittiglio, posta lungo la linea ferroviaria delle Nord
Varese-Laveno. Un sistema di comunicazioni molto articolato, che si aggiungeva alla
navigazione sul Lago Maggiore.
Riportiamo la parte del progetto, già pronto nel 1895 e inviato alle
sedi comunali dal "Comitato promotore", relativa al percorso
della nuova tramvia:
"Il primo tronco della linea già in esercizio, è l'attraversamento di
Varese, dalla stazione Nord-Milano fino alle cascine Bettole lungo il viale
di S. Ambrogio. Nulla di nuovo quindi lungo questa prima tratta, che è
comune coll'attuale tramvia della Prima Cappella.
Appena oltrepassata la Prima Bettola, incontriamo subito la
biforcazione della strada, località in cui saranno collocati anche i
binari per il movimento delle merci e per la composizione e
scomposizione dei treni.Già perché la nuova tramvia farà anche il
servizio delle merci, contrariamente a tutte le supposizioni e le
affermazioni di coloro i quali, in buona fede certamente, credono che la
trazione elettrica non possa sviluppare una sufficiente
potenzialità anche per questo servizio.
Ricordiamo l'America dove le tramvie elettriche hanno preso tale
sviluppo da superare di gran lunga tutta la rete ferroviaria italiana:
là si trovano linee solcate da velocissimi treni-merci trascinati dalle
carrozze automotrici, e là si constata che questo sistema di trazione
usufruendo di forze idrauliche, come avverrà per la tramvia di Luino
è, non solo più rapido e più conveniente degli altri, ma anche
considerevolmente economico.
Oltrepassata la Prima Bettola si abbandona l'attuale binario della tramvia
elettrica, e, piegando a destra, la linea si spinge verso la Valgrogna
questa piccola valle che sbocca sul nuovo tronco della
provinciale Varese-Birraria precisamente
poco discosto dall'Isola Bella e in prossimità del ponte sull'Olona.
Qui non troviamo niente di nuovo e niente di straordinario; la strada
discende leggermente nel primo tratto, e nel secondo invece, - quello
racchiuso dalla valletta - ha una pendenza
del 3,5%.
Da una spianata ubertosa e ridente, dalla quale si ammirano il Sacro
Monte e le colline Ronchetto dei Fèe, Biumo Superiore e S.
Fermo, passiamo d'un tratto al paesaggio silvestre della Valgrogna per
giungere nella verdeggiante insenatura dell'Olona. Qui troviamo il primo
attraversamento della strada provinciale, perché
la tramvia si mette sul lato destro della stessa; ma
l'attraversamento è fatto in modo che non presenta inconveniente di
sorta, perché la strada in quel tratto ha
un lungo rettilineo.
L'Olona s'attraversa sul ponte attuale proseguendo poi la linea sempre
sul lato destro della provinciale, fino
all'incontro della strada comunale che da Induno mette alla frazione di Olona.
Induno Olona - è qui che troviamo la prima fermata. Veramente il paese è un po' discosto
da questa località, ma la strada è bella e comoda e la fermata potrà
non solo servire per Induno, ma giovare altresì agli altri Comuni della
Valle del Ceresio, come Arcisate, Bisuschio, Brenno, Viggiù ecc.,
quale comunicazione diretta colla Valganna e col lago Maggiore.
Avanti. In breve giungiamo all'incontro della vecchia strada provinciale
e in pochi minuti, seguendo sempre lo stesso lato, arriviamo alla
fermata della Birraria. Qui convengono le strade di Bregazzana
e di Fraschirolo, portando un nuovo contingente di viaggiatori ai treni della tramvia.
Ed è da questo punto che incomincia la parte pittoresca della valle, la quale si chiude fra
le rocciose montagne che scendono a picco e danno al luogo un aspetto
maestoso ed orrido ad un tempo.
Siamo nella Svizzera italiana - e il nome risponde assai bene alla
realtà. E siamo anche nel punto in cui la linea presenta le maggiori
difficoltà tecniche. Passata appena la fermata della Birraria, e
dopo la curva che sta di fronte alla strada di Bregazzana, si passa sul
lato sinistro della strada con un nuovo attraversamento, che, come il
primo, non presenta inconveniente alcuno per la viabilità ordinaria; si
attraversa la prima galleria senza bisogno di opere costose di
allargamento trattandosi di una tratta assai breve e si giunge tosto al
ponte sul fondo della valle.
Qui si è dovuto pensare a qualche piccola opera d'arte per attraversare
un punto che non è certamente dei più facili; e, per verità, bisogna
dire che l'ostacolo è stato felicemente superato con una specie di
raddrizzatura del manufatto attuale, coll'aggiunta di una travata in
ferro sull'angolo sinistro del ponte e la parziale modificazione dell'angolo
diametralmente opposto. Giunti cosi alla Trappola, la strada ci si presenta
assai più facile, per quanto si verifìchi qui una pendenza del 4%, che è la
maggiore di tutta la linea; alcune modificazioni poi sulle curve e controcurve
che ora esistono, la rendono ancora più facile e più breve, con
vantaggio altresì dell'ordinaria viabilità. La pendenza non ci mette
ostacolo alcuno, perché il tram elettrico corre veloce su di essa
e in pochi minuti ci trasporta alle fantastiche Grotte di Valganna dove
incontriamo la terza fermata e il primo binario di incrocio.
Abbandonate le Grotte, e proseguendo sempre sul lato sinistro
della strada, lasciamo a destra la seconda galleria per seguire il
fianco della montagna e passare, mediante opere di sostegno, nella
valletta che qui si chiude fra due rocce a picco e presenta un paesaggio
che ricorda, per un momento, gli orridi della Svizzera. Ma la visione è
fugace assai perché le linea riprende tosto la strada provinciale e
smussando di nuovo le curve e controcurve ci trasporta ai piedi della Vassera, dove
la valle si apre maestosa e ci lascia finalmente scorgere l'ampia
volta azzurrina su cui spiccano le cime color del cobalto del Sasso delle
Corna, del Poncione, e di Mondonico.
Qui prendiamo la vecchia strada della miniera per rientrare nella nuova
al Ponte Inverso e seguirla poi fino a Ganna, sempre a valle e adattata
con opportune varianti che ne sopprimono le curve e le pendenze.
A Ganna si presenta la doppia soluzione di seguire la strada provinciale salendo
in mezzo al paese oppure di piegare a sinistra e scendere nella valle
verso la Badia, passando sotto la casa comunale.
È una questione questa che non è ancora risolta, ma che in ogni modo -
dovunque venga posta la fermata di Ganna - non porterà minor
vantaggio ne alla popolazione del paese, ne alle casere che nella
vicina montagna si trovano in gran numero. Da Ganna a Ghirla
il tratto è breve, ma non è altrettanto facile, perché la strada
attuale segue costantemente tutte le sinuosità e le ondulazioni del
terreno. Noi però camminiamo quasi sempre in linea retta e orizzontale,
grazie alle varianti studiate, lambendo per non breve tratto il grazioso
laghetto di Ghirla. Giunti sotto le prime case di questo paese troviamo
la fermata in una località appena al di là della casa Jardini.
Da Ghirla si diramerà poi il nuovo tronco destinato a servire la
popolosa Val Marchirolo ed a scendere fino a Ponte Tresa, il
cui progetto sarà posto sul tappeto non appena compiuta la linea
principale da Varese a Luino. Lasciate a destra le case della frazione,
passiamo il laghetto su di un manufatto che servirà anche da saracinesca
per la sistemazione del lago di Ghirla e discendendo con una pendenza
di circa il 3,5% raggiungiamo la nuova provinciale verso Cunardo,
passando di fianco al vecchio maglio. Camminiamo in linea retta
sulla provinciale e in pochi minuti siamo a Cunardo dove troviamo dei
binari di scambio come a Ganna ed a Ghirla per il servizio delle
merci e dove mettono capo i fili alimentatori della corrente
elettrica prodotta nell'officina che sorgerà sotto il Pont Niv
(Ponte Nativo) lungo la Margorabbia.
Da Cunardo incomincia la discesa per portarci fino
al livello della Margorabbia che scorre in fondo a questa parte della Valcuvia.
E qui ci si presenta all'occhio un paesaggio splendido e sempre
variato. Alla fermata di Cunardo si abbandona la strada provinciale, e
la linea, svolgendo delle curve in sede propria, ci trasporta in breve
sotto la cassina di Camadrina ove troviamo un'altra fermata che servirà
anche per il Comune di Ferrera. Da questo punto la strada,
con una pendenza quasi costante del 4%, scende lungo il fianco della
montagna seguendo tutte le vallette ed i poggi che vi si trovano.
Eccoci ora sul poggio Belvedere che domina i tourniquets della
strada provinciale: di qui il panorama è veramente incantevole.
La Valcuvia si stende in tutta la sua ampiezza seminata di paeselli che
si arrampicano sui fianchi scoscesi della
montagna; di fronte s'innalzano i monti della Valtravaglia;
in fondo una lunga striscia d'argento scintilla sotto i raggi del sole:
è la Margorabbia. Il treno gira attorno al poggio e il panorama si
cambia; entriamo in una valletta silvestre ed oscura; dalla quale il
paesaggio non appare più che come attraverso cristalli di un
caleidoscopio. Ma è un istante. Il treno esce dalla valletta, gira sul
fianco del poggio di Ronco e il panorama
si spiega di nuovo sotto il nostro sguardo, più vasto, più bello, più
attraente di prima.
Poi d'un tratto il paesaggio così ampio e gaio, pieno d'aria e di luce,
si dilegua e a troviamo trasportati in una valle chiusa e selvaggia - la
Grantorella - dai fianchi rocciosi e brulli, dove la strada corre
sull'orlo di un profondo ed oscuro burrone che si passa più innanzi
su di un ponte in curva a tre archi. Poi la linea esce
dalla valle e in pochi minuti giunge alla fermata di Grantola-Bosco,
che è collocata in vicinanza alle più alte case del primo paese.
Poi si continua a scendere velocemente verso il fondo della valle; ed
eccoci in breve sulla sponda destra della Margorabbia
alle tre fermate Decauville, Ruera-Roggiano e Cucco-Montegrino che si seguono
a breve distanza. Dalla seconda di queste fermate si staccherà il
tronco per la Valcuvia che pure verrà studiato e messo in campo
dopo la costruzione della Varese-Luino.
Ora la strada ci si presenta piana, facile e diritta La linea corre sempre in
sede propria. In pochi minuti oltrepassiamo la fermata di Fornaci e
arriviamo a quella di Voldomino nei pressi del cimitero.
È a questo punto dove si stacca la variante studiata per servire anche
il popoloso ed industre Comune di Germignaga.
Questa variante, piegando a
sinistra, si svolge sotto Voldomino Inferiore e quindi passa
il fiume Tresa per seguirne poi la sponda destra fin quasi all'incontro del ponte di
Germignaga.
Da questa località, dove verrebbe posta la fermata, si ritornerebbe
sulla strada provinciale per seguire lo splendido viale che costeggia il
lago fino a Luino. Ma proseguiamo, per ora, sul tronco principale,
che dalla fermata di Voldomino Superiore ci mette direttamente alla Tresa.
Oltrepassato il fiume su di un ponte che sarà certamente l'opera
più importante della linea e che probabimente potrà essere costruito
col concorso dei Comuni interessati, in modo che possa servire anche
per l'ordinaria viabilità, entriamo subito in una profonda trincea,
e allo sbocco di essa troviamo la linea del tram a vapore Ponte Tresa-Luino.
La seguiamo per una breve tratta sul lato sinistro e poscia passiamo a
destra per raggiungere, seguendo la strada di Creva,
il sottopassaggio della ferrovia del Gottardo, arrivando cosi a Luino
sulla piazza del Risorgimento, la linea segue poi il viale del mercato e
svoltando sulla piazza Garibaldi, raggiunge di nuovo la provinciale e va
a fermarsi nella piazza del Lago, proprio davanti all'imbarcadero,
mentre un binario di servizio si spinge anche più in là, oltre la
piazzetta dei Pescatori, dove saranno collocate le rimesse per le
carrozze. La lunghezza totale della linea dalla Stazione Nord di Varese
all'imbarcadero di Luino è di circa chilometri 27; essa però verrebbe
allungata di circa un altro chilometro colla variante per Germignaga.
La linea di nuova costruzione che incomincerebbe al bivio Bettole di
Varese anziché alla Stazione Nord, misura
soltanto 25 chilometri circa".