Il percorso

Il percorso della tramvia

(immagine tratta da M. Parietti, "Sott a re tor". All'ombra della torre, Comune di Mesenzana e Associazione Militari in congedo, 1997)

   La tramvia Luino-Varese nacque agli inizi del XX secolo per collegare Luino a Varese, allora semplice capoluogo del circondario omonimo. Nella realtà, essa finì con l'integrarsi in un complesso sistema di comunicazioni. A Luino passava già, dal 1882, la linea ferroviaria Novara-Pino; dalla cittadina lacustre si dipartiva la linea tramviaria Luino-Ponte Tresa. Non bisogna poi dimenticare che dalla stazione di Molino d'Anna, frazione di Bosco Valtravaglia (in seguito di Montegrino Valtravaglia), aveva inizio un altro collegamento, sempre affidato al tram, per Cittiglio, posta lungo la linea ferroviaria delle Nord Varese-Laveno. Un sistema di comunicazioni molto articolato, che si aggiungeva alla navigazione sul Lago Maggiore.

   Riportiamo la parte del progetto, già pronto nel 1895 e inviato alle sedi comunali dal "Comitato promotore", relativa al percorso della nuova tramvia:

   "Il primo tronco della linea già in esercizio, è l'attraversamento di Varese, dalla stazione Nord-Milano fino alle cascine Bettole lungo il viale di S. Ambrogio. Nulla di nuovo quindi lungo questa prima tratta, che è comune coll'attuale tramvia della Prima Cappella.

   Appena oltrepassata la Prima Bettola, incontriamo subito la biforcazione della strada, località in cui saranno collocati anche i binari per il movimento delle merci e per la composizione e scomposizione dei treni.Già perché la nuova tramvia farà anche il servizio delle merci, contrariamente a tutte le supposizioni e le affermazioni di coloro i quali, in buona fede certamente, credono che la trazione elettrica non possa sviluppare una sufficiente potenzialità anche per questo servizio.

   Ricordiamo l'America dove le tramvie elettriche hanno preso tale sviluppo da superare di gran lunga tutta la rete ferroviaria italiana: là si trovano linee solcate da velocissimi treni-merci trascinati dalle carrozze automotrici, e là si constata che questo sistema di trazione usufruendo di forze idrauliche, come avverrà per la tramvia di Luino è, non solo più rapido e più conveniente degli altri, ma anche considerevolmente economico.

   Oltrepassata la Prima Bettola si abbandona l'attuale binario della tramvia elettrica, e, piegando a destra, la linea si spinge verso la Valgrogna   questa piccola valle che sbocca sul nuovo tronco della provinciale Varese-Birraria precisamente poco discosto dall'Isola Bella e in prossimità del ponte sull'Olona. Qui non troviamo niente di nuovo e niente di straordinario; la strada discende leggermente nel primo tratto, e nel secondo invece, - quello racchiuso dalla valletta - ha una pendenza del 3,5%.

  Da una spianata ubertosa e ridente, dalla quale si ammirano il Sacro Monte e le colline Ronchetto dei Fèe, Biumo Superiore e S. Fermo, passiamo d'un tratto al paesaggio silvestre della Valgrogna per giungere nella verdeggiante insenatura dell'Olona. Qui troviamo il primo attraversamento della strada provinciale, perché la tramvia si mette sul lato destro della stessa; ma l'attraversamento è fatto in modo che non presenta inconveniente di sorta, perché la strada in quel tratto ha un lungo rettilineo.

   L'Olona s'attraversa sul ponte attuale proseguendo poi la linea sempre sul lato destro della provinciale, fino all'incontro della strada comunale che da Induno mette alla frazione di Olona.

   Induno Olona - è qui che troviamo la prima fermata. Veramente il paese è un po' discosto da questa località, ma la strada è bella e comoda e la fermata potrà non solo servire per Induno, ma giovare altresì agli altri Comuni della Valle del Ceresio, come Arcisate, Bisuschio, Brenno, Viggiù ecc., quale comunicazione diretta colla Valganna e col lago Maggiore.

   Avanti. In breve giungiamo all'incontro della vecchia strada provinciale e in pochi minuti, seguendo sempre lo stesso lato, arriviamo alla fermata della Birraria. Qui convengono le strade di Bregazzana e di Fraschirolo, portando un nuovo contingente di viaggiatori ai treni della tramvia. Ed è da questo punto che incomincia la parte pittoresca della valle, la quale si chiude fra le rocciose montagne che scendono a picco e danno al luogo un aspetto maestoso ed orrido ad un tempo.

   Siamo nella Svizzera italiana - e il nome risponde assai bene alla realtà. E siamo anche nel punto in cui la linea presenta le maggiori difficoltà tecniche. Passata appena la fermata della Birraria, e dopo la curva che sta di fronte alla strada di Bregazzana, si passa sul lato sinistro della strada con un nuovo attraversamento, che, come il primo, non presenta inconveniente alcuno per la viabilità ordinaria; si attraversa la prima galleria senza bisogno di opere costose di allargamento trattandosi di una tratta assai breve e si giunge tosto al ponte sul fondo della valle.

   Qui si è dovuto pensare a qualche piccola opera d'arte per attraversare un punto che non è certamente dei più facili; e, per verità, bisogna dire che l'ostacolo è stato felicemente superato con una specie di raddrizzatura del manufatto attuale, coll'aggiunta di una travata in ferro sull'angolo sinistro del ponte e la parziale modificazione dell'angolo diametralmente opposto. Giunti cosi alla Trappola, la strada ci si presenta assai più facile, per quanto si verifìchi qui una pendenza del 4%, che è la maggiore di tutta la linea; alcune modificazioni poi sulle curve e controcurve che ora esistono, la rendono ancora più facile e più breve, con vantaggio altresì dell'ordinaria viabilità. La pendenza non ci mette ostacolo alcuno, perché il tram elettrico corre veloce su di essa e in pochi minuti ci trasporta alle fantastiche Grotte di Valganna dove incontriamo la terza fermata e il primo binario di incrocio.

   Abbandonate le Grotte, e proseguendo sempre sul lato sinistro della strada, lasciamo a destra la seconda galleria per seguire il fianco della montagna e passare, mediante opere di sostegno, nella valletta che qui si chiude fra due rocce a picco e presenta un paesaggio che ricorda, per un momento, gli orridi della Svizzera. Ma la visione è fugace assai perché le linea riprende tosto la strada provinciale e smussando di nuovo le curve e controcurve ci trasporta ai piedi della Vassera, dove la valle si apre maestosa e ci lascia finalmente scorgere l'ampia volta azzurrina su cui spiccano le cime color del cobalto del Sasso delle Corna, del Poncione, e di Mondonico.

   Qui prendiamo la vecchia strada della miniera per rientrare nella nuova al Ponte Inverso e seguirla poi fino a Ganna, sempre a valle e adattata con opportune varianti che ne sopprimono le curve e le pendenze.

   A Ganna si presenta la doppia soluzione di seguire la strada provinciale salendo in mezzo al paese oppure di piegare a sinistra e scendere nella valle verso la Badia, passando sotto la casa comunale.

   È una questione questa che non è ancora risolta, ma che in ogni modo - dovunque venga posta la fermata di Ganna - non porterà minor vantaggio ne alla popolazione del paese, ne alle casere che nella vicina montagna si trovano in gran numero. Da Ganna a Ghirla il tratto è breve, ma non è altrettanto facile, perché la strada attuale segue costantemente tutte le sinuosità e le ondulazioni del terreno. Noi però camminiamo quasi sempre in linea retta e orizzontale, grazie alle varianti studiate, lambendo per non breve tratto il grazioso laghetto di Ghirla. Giunti sotto le prime case di questo paese troviamo la fermata in una località appena al di là della casa Jardini.

   Da Ghirla si diramerà poi il nuovo tronco destinato a servire la popolosa Val Marchirolo ed a scendere fino a Ponte Tresa, il cui progetto sarà posto sul tappeto non appena compiuta la linea principale da Varese a Luino. Lasciate a destra le case della frazione, passiamo il laghetto su di un manufatto che servirà anche da saracinesca per la sistemazione del lago di Ghirla e discendendo con una pendenza di circa il 3,5% raggiungiamo la nuova provinciale verso Cunardo, passando di fianco al vecchio maglio. Camminiamo in linea retta sulla provinciale e in pochi minuti siamo a Cunardo dove troviamo dei binari di scambio come a Ganna ed a Ghirla per il servizio delle merci e dove mettono capo i fili alimentatori della corrente elettrica prodotta nell'officina che sorgerà sotto il Pont Niv (Ponte Nativo) lungo la Margorabbia.

   Da Cunardo incomincia la discesa per portarci fino al livello della Margorabbia che scorre in fondo a questa parte della Valcuvia. E qui ci si presenta all'occhio un paesaggio splendido e sempre variato. Alla fermata di Cunardo si abbandona la strada provinciale, e la linea, svolgendo delle curve in sede propria, ci trasporta in breve sotto la cassina di Camadrina ove troviamo un'altra fermata che servirà anche per il Comune di Ferrera. Da questo punto la strada, con una pendenza quasi costante del 4%, scende lungo il fianco della montagna seguendo tutte le vallette ed i poggi che vi si trovano. Eccoci ora sul poggio Belvedere che domina i tourniquets della strada provinciale: di qui il panorama è veramente incantevole.

   La Valcuvia si stende in tutta la sua ampiezza seminata di paeselli che si arrampicano sui fianchi scoscesi della montagna; di fronte s'innalzano i monti della Valtravaglia; in fondo una lunga striscia d'argento scintilla sotto i raggi del sole: è la Margorabbia. Il treno gira attorno al poggio e il panorama si cambia; entriamo in una valletta silvestre ed oscura; dalla quale il paesaggio non appare più che come attraverso cristalli di un caleidoscopio. Ma è un istante. Il treno esce dalla valletta, gira sul fianco del poggio di Ronco e il panorama si spiega di nuovo sotto il nostro sguardo, più vasto, più bello, più attraente di prima.

   Poi d'un tratto il paesaggio così ampio e gaio, pieno d'aria e di luce, si dilegua e a troviamo trasportati in una valle chiusa e selvaggia - la Grantorella - dai fianchi rocciosi e brulli, dove la strada corre sull'orlo di un profondo ed oscuro burrone che si passa più innanzi su di un ponte in curva a tre archi. Poi la linea esce dalla valle e in pochi minuti giunge alla fermata di Grantola-Bosco, che è collocata in vicinanza alle più alte case del primo paese. Poi si continua a scendere velocemente verso il fondo della valle; ed eccoci in breve sulla sponda destra della Margorabbia alle tre fermate Decauville, Ruera-Roggiano e Cucco-Montegrino che si seguono a breve distanza. Dalla seconda di queste fermate si staccherà il tronco per la Valcuvia che pure verrà studiato e messo in campo dopo la costruzione della Varese-Luino.

   Ora la strada ci si presenta piana, facile e diritta La linea corre sempre in sede propria. In pochi minuti oltrepassiamo la fermata di Fornaci e arriviamo a quella di Voldomino nei pressi del cimitero.

   È a questo punto dove si stacca la variante studiata per servire anche il popoloso ed industre Comune di Germignaga. Questa variante, piegando a sinistra, si svolge sotto Voldomino Inferiore e quindi passa il fiume Tresa per seguirne poi la sponda destra fin quasi all'incontro del ponte di Germignaga.

   Da questa località, dove verrebbe posta la fermata, si ritornerebbe sulla strada provinciale per seguire lo splendido viale che costeggia il lago fino a Luino. Ma proseguiamo, per ora, sul tronco principale, che dalla fermata di Voldomino Superiore ci mette direttamente alla Tresa.

   Oltrepassato il fiume su di un ponte che sarà certamente l'opera più importante della linea e che probabimente potrà essere costruito col concorso dei Comuni interessati, in modo che possa servire anche per l'ordinaria viabilità, entriamo subito in una profonda trincea, e allo sbocco di essa troviamo la linea del tram a vapore Ponte Tresa-Luino.

   La seguiamo per una breve tratta sul lato sinistro e poscia passiamo a destra per raggiungere, seguendo la strada di Creva, il sottopassaggio della ferrovia del Gottardo, arrivando cosi a Luino sulla piazza del Risorgimento, la linea segue poi il viale del mercato e svoltando sulla piazza Garibaldi, raggiunge di nuovo la provinciale e va a fermarsi nella piazza del Lago, proprio davanti all'imbarcadero, mentre un binario di servizio si spinge anche più in là, oltre la piazzetta dei Pescatori, dove saranno collocate le rimesse per le carrozze. La lunghezza totale della linea dalla Stazione Nord di Varese all'imbarcadero di Luino è di circa chilometri 27; essa però verrebbe allungata di circa un altro chilometro colla variante per Germignaga.

   La linea di nuova costruzione che incomincerebbe al bivio Bettole di Varese anziché alla Stazione Nord, misura soltanto 25 chilometri circa".

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